Lo scozzese Scott McTominay ha rilasciato una lunga intervista al New York Times e The Athletic.
"Sono arrivato nella prima squadra del Manchester United in un ruolo che non era mio, ma non fu colpa di nessun allenatore. Mi utilizzavano come centrocampista centrale o difensore, ma il mio punto di forza era spingermi in area, segnare gol. Però se hai 20 anni e giochi per il Manchester United, non puoi bussare alla porta dell'allenatore e dire che ti aspetti di giocare come numero 8... anche perché davanti a me c'era Paul Pogba. Poi ci sono stati Eriksen e Casemiro. Ma la mia mentalità era che ero sempre lì, pronto a partire, pronto a cogliere la mia opportunità. Solo nelle ultime stagioni ho iniziato a entrare un po' di più in area, a segnare più gol, e poi l'anno scorso è stato il mio migliore. Sono stato fortunato a giocare 250 partite, a vincere la Coppa di Lega e la FA Cup, ma volevo vincerne di più. Vuoi sempre vincere".
E poi arriva il Napoli. "C'è stata un'attrazione immediata. Ho sempre mantenuto una mente aperta, e le cose erano difficili a Manchester. Non sapevo cosa stesse succedendo esattamente. Ho colto l'opportunità. Ho conosciuto subito il Napoli, la passione dei tifosi, la qualità del campionato. La gente deve stare attenta quando dice che l'Italia o la Spagna non sono alla pari con la Premier League. Fisicamente e tatticamente, ho giocato alcune delle mie partite più difficili qui".
L'italiano. "Ho sempre desiderato imparare una lingua. È una cosa grandiosa da poter fare. Ed è importante che le persone ci vedano abbracciare anche la cultura. La città è fantastica. È completamente diversa. Dobbiamo dimostrare che ci teniamo alla città e alla cultura, oltre a giocare bene".
Il pomodoro napoletano... "A casa mia non li mangiavo mai, erano solo acqua rossa. Qui hanno davvero il sapore dei pomodori. Ora li mangio come spuntino. Mangio tutte le verdure, tutta la frutta. È tutto così fresco. È incredibile".