A Torino gli azzurri danno una dimostrazione di grande forza, piazzando un uno-due micidiale in avvio di partita e poi sprecando l'impossibile fino all'ultimo minuto. Il tutto senza però rischiare nulla, se non una sola volta (provvidenzale Meret).
Restano cinque tappe al traguardo, ma il Napoli sa che ha una marcia in più di quelle altre due... oltre che un calendario esente da scontri diretti.
Formazioni ufficiali:
TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; Singo, Rincon, Mandragora, Verdi, Ansaldi; Sanabria, Belotti. All. Nicola
NAPOLI (4-2-3-1): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Hysaj, Demme, Bakayoko, Politano, Zielinski, Insigne, Osimhen. All. Gattuso
Gattuso deve rinunciare allo squalificato Manolas, all'infortunato Ospina e anche a Fabian Ruiz, che accusa una lombalgia. Torna però Demme dopo il turno di squalifica scontato con la Lazio.
A centrocampo conferma per Bakayoko, mentre in attacco Politano è ancora titolare, così come lo è Osimhen preferito a Mertens. Hysaj vince ancora il duello con Mario Rui.
Per qualche minuto la partita fa intravedere il suo copione: il Torino cerca di fare densità in mezzo al campo, senza però portare pressing. Il Napoli invece prova a palleggiare per trovare il varco giusto per verticalizzare.
Chi rompe il ghiaccio è il Napoli, che al 9' porta la prima minaccia: Di Lorenzo viene lanciato sul fondo e crossa basso per Osimhen, che si gira e tira fuori senza vedere Zielinski alle sue spalle liberissimo.
Un minuto dopo però Bakayoko s'inventa una giocata mostruosa: recupera un pallone allontanato dalla difesa granata, elude due avversari con un movimento, si accentra e spara un siluro angolatissimo che batte Sirigu, 0-1.
Neppure il tempo di godersi il vantaggio, che al 12' arriva anche il raddoppio: Hysaj spazza via palla dall'area di rigore, Osimhen la arpiona a metà campo e poi brucia sullo scatto Nkoulou volando verso Sirigu, l'attaccante nigeriano prova a dribblare Bremer che gli tira addosso il pallone che a quel punto diventa un tiro lemme lemme che si spegne nell'angolino, 0-2.
L'uno-due micidiale traumatizza i granata, che sono in totale balia degli azzurri (e non si capisce perché Nicola non decida di rivedere subito qualcosa).
Al 29' altra grande azione azzurra: cross di Hysaj, sponda di Di Lorenzo e Nkolou anticipa di un pelo Osimhen.
Al 32' altra occasione colossale: Zielinski apre per Politano che ha una prateria, arriva fin dentro l'area e poi tira di un pelo a alto (complice una deviazione). Sull'angolo seguente Rrahmani colpisce di testa da solo e sfiora il palo.
A questo punto gli azzurri rifiatano, e il Torino vive una fiammata di pochi minuti. Il gol per loro lo sfiora... Di Lorenzo, che con un colpo di testa le spedisce all'incrocio dei pali, ma Osimhen lucidissimo svetta e alza oltre l'angolo.
Al 38' però il Napoli torna a pungere e colleziona l'ennesima occasione del primo tempo: Zielinski si accentra e spara da fuori, colpendo in pieno il PALO.
Chiudiamo il primo tempo sopra 0-2, ma viste le occasioni ci dobbiamo anche mordere le mani.
Poco dopo in contropiede Osimhen impegna Sirigu sul primo palo. Il duello si ripete 3 minuti dopo e lo vince ancora il portiere, stavolta il tiro era sul secondo palo.
Ma siamo un po' lunghi, e se è vero che costruiamo tanto rischiamo anche di farci trovare più sbilanciati.
Gattuso allora cambia. Mertens e Lozano in campo, Zielinski e Politano fuori.
Subito dopo Insigne fa tutto da solo, si incunea in area e con un tiro a giro stampa il PALO.
Non la chiudiamo, e il Torino (che intanto si sbilancia parecchio) rischia di riaprirla al 68', quando Koulibaly deve spazzare sulla linea su azione d'angolo che genera una mischia in area.
All'80' Osimhen, un attimo prima di uscire, scivola quando deve solo battere a rete.
Entra Petagna che ha subito una buona occasione, ma viene contrastato al momento di tirare.
Al 82' Petagna innesca Lozano che va a impegnare ancora Sirigu.
Entrano anche Fabian e Elmas, fuori Bakayoko e Insigne, mentre il Torino finisce in dieci per il rosso a Mandragora.
Il macedone al 89' sfiora il tris lambendo il palo.
Poco dopo se lo divora Mertens.