"Situazione complicata? Abbiamo una rosa di un certo livello, che ci ha permesso di fare quello volevamo già dall'inizio, quando era fuori Mertens per l'operazione ed eravamo solo in 3 a centrocampo. Noi dobbiamo continuare il nostro cammino, senza pensare di dover dimostrare qualcosa e senza innervosirci. Abbiamo un metodo di lavoro e dobbiamo metterci ogni volta qualcosa di più. Non dobbiamo lasciarci coinvolgere da polemiche, risposte ecc.
Dobbiamo Affrontiamo una squadra forte del nostro livello. Fa parte di quelle 7 squadre che lottano tutte insieme. Veniamo da 2-3 risultati che non sono stati quello che avremmo voluto, per questo motivo Napoli-Lazio ha un peso diverso. Dobbiamo continuare la nostra evoluzione e proporre il nostro calcio. Non dobbiamo prendere solo il peggio dalle sconfitte perché dentro ogni partita poi ci sono gli episodi che cambiamo bruscamente l'andamento delle cose, purtroppo è così anche se hai perso non significa che il lavoro è stato sbagliato".
Cambiamenti: "Sono convinto che avere più soluzioni abbia dei vantaggi, però bisogna fare attenzione perché c'è una linea sottile che seprara il proporre qualcosa di diverso e il trasmessere confusione alla squadra. Lavoriamo anche con il 3-4-2-1 per entrare di più dentro al campo".
Su Insigne e Fabian. "Sono a disposizione, hanno svolto l’intera seduta in gruppo, con grande intensità e sono pronti per partire dall'inizioâ€.
Su Osimhen, Mertens e Petagna: "Victor è un calciatore unico e con caratteristiche complete. Gli si può migliorare e raffinare la tecnica, poi ha tutte le altre crattertistiche. Mertens nelle scelte di posizionamento e nella tecnica non sbaglia niente, ma uno strappo di 60 metri fa fatica rispetto a Osimhen, ma un pallone in area o fuori lo mette dove vuole sempre. Petagna pure ha altre caratteristiche diverse da loro, siamo ben completi sotto questo punto di vista".
Pochi gol. "Abbiamo fatto diversi gol, anche se sui movimenti sulla trequarti dobbiamo migliorare. C'è qualcosa di fare di più, credere di più nell'entrare dentro al campo e perfezionare la qualità nello stretto. Ha ragione, bisogna metterci mano e fare di più".
Su Maradona: "E' sempre nei pensieri dei calciatori e della gente. A me non importa sapere se è stato un buon o cattivo esempio o se è stato il più grande numero 10 della storia del calcio, quello che conta è il vuoto che ha lasciato a tutti quando è venuto a mancare. Questo dà il senso di chi era Maradona. Sul campo poi... una volta ci ho giocato contro e ricordo benissimo quello che mi fece passare. Riusciva a far diventare grandi tutti quelli al suo fianco, anche la gente normale e lui li faceva sentire importanti e del suo stesso livello".