Prima o dopo, pure doveva succedere. Magari ci auguravamo di vivere il nostro nuovo ruolo da lepre un po' più a lungo di soli 5 giorni, ma va bene lo stesso. Del resto il ruolo di capolista è scomodo, per cui se lo piangano (per ora) gli altri.
Siamo d'accordo con la quasi totalità degli opinionisti e addetti ai lavori, che (almeno una volta) hanno minimizzato il capitombolo del Napoli bollandolo come un episodio che ci può stare.
Qualche perplessità in più, invece, abbiamo su un limite che il Napoli non ha ancora corretto, e che lo stesso Sarri ha sottolineato nel post partita: "Quando l'avversario ha il controllo, dobbiamo imparare ad essere ancora più concentrati nell'applicazione della fase difensiva, ché il gol lo possiamo sempre fare". Tradotto: il Napoli quando gioca bene si impadronisce del match e non ce n'è per nessuno, ma se il pallino ce l'hanno gli altri, sono dolori perché non abbiamo capito che si può vincere pure 1 a 0 giocando male. L'importante è mantenere quello "zero".
Il Napoli, invece, quando gioca male si dimentica come ci si difende. L'abbiamo visto contro l'Inter, cui sono bastati 20 minuti (per giunta in inferiorità numerica) per mettere alle corde gli azzurri e fare un gol e tre quarti, quasi due.
L'abbiamo visto ancora di più a Bologna, dove i rossoblù niente hanno fatto per andare sopra 3-0: il primo gol su lancio lungo, il secondo un angolo, il terzo su un retropassaggio involontario più una papera del portiere. Tutto questo gran gioco del Bologna non l'abbiamo visto, semmai abbiamo visto un Napoli arruffone e slegato. E incapace di restare solido pur giocando male.
Questo è, a nostro avviso, il limite sul quale deve lavorare il Napoli. Sarri è stato bravissimo a insegnare al Napoli a giocare bene, adesso gli deve insegnare a... saper giocare male. In questo Mancini è un maestro, e proprio per questo non faremmo mai a cambio.
di Stefano Mastronardi (@SteMastronardi)
Commenti (0) Inserisci un commento (I commenti saranno sottoposti a moderazione)